Quante volte ti capita di svegliarti nel cuore della notte con lo stimolo di andare in bagno? Una volta ogni tanto è normale, ma quando succede regolarmente, il sonno si frammenta e al mattino ci si sente stanchi, come se non si fosse riposato davvero. Questo disturbo prende il nome di nicturia e, anche se può sembrare un piccolo fastidio, in realtà nasconde spesso qualcosa di più.
Non sempre è “colpa della vescica”
È vero: alcune condizioni come problemi alla prostata, infezioni urinarie o cambiamenti ormonali possono causare nicturia. Ma non sempre la vescica è l’unica responsabile. Spesso accade che sia proprio il sonno disturbato a far percepire più forte lo stimolo a urinare. In chi soffre di insonnia, risvegli frequenti o apnee notturne, il cervello diventa più sensibile anche a piccoli segnali, come la presenza di urina nella vescica.
Un circolo che si autoalimenta
Il legame tra sonno e nicturia è stretto:
– se dormiamo male, ci svegliamo più facilmente e andiamo in bagno anche senza reale bisogno;
– se ci alziamo spesso per fare pipì, il sonno si interrompe e diventa meno rigenerante.
Così si crea un circolo vizioso che peggiora sia il riposo notturno che la qualità della vita durante il giorno.
Quando è bene parlarne con uno specialista
Non bisogna rassegnarsi a passare le notti in bianco. È importante rivolgersi a un
medico quando:
– ci si alza più di due volte per notte;
– al mattino si avverte stanchezza persistente;
– compaiono altri sintomi come bruciore urinario, sete eccessiva, gonfiore alle gambe o russamento.
In base alla situazione, possono essere di grande aiuto:
– il ginecologo (nelle donne, soprattutto dopo la menopausa);
– l’urologo (per uomini e donne con disturbi urinari o prostatici);
– lo specialista in riabilitazione del pavimento pelvico, che può insegnare
esercizi mirati a migliorare il controllo vescicale e la qualità del sonno.
Non necessariamente alcuni sintomi vanno attenzionati al medico, si può fare una valutazione della funzione dei muscoli del pavimento pelvico per accertare la competenza o meno e impostare un lavoro preventivo e/o riabilitativo al bisogno.
Alzarsi più volte per andare in bagno di notte non è solo una questione “di età” e non va banalizzato. Dietro questo sintomo può esserci un sonno disturbato, un problema vescicale o entrambi. Ascoltare i segnali del corpo e chiedere consiglio a uno specialista è il primo passo per tornare a dormire bene e ritrovare energia nelle giornate.
Articolo a cura della dott.ssa Marianna Andreani



