
Colloqui insegnanti e valutazione dei disturbi dell’apprendimento scolastico
La diagnosi di DSA è un percorso che coinvolge sia la scuola sia le famiglie. Può essere fatta solo alla fine della seconda primaria per dislessia, disortografia e disgrafia e al termine della terza per la discalculia
Già durante il primo anno della primaria è possibile individuare gli alunni che hanno delle difficoltà nell’acquisizione della letto-scrittura, nel calcolo, nelle regole ortografiche, nelle abilità visive e spaziali.
Le insegnanti hanno il compito di sostenere questi bambini con un programma di rinforzo da attuarsi singolarmente o in piccolo gruppo. Con adeguato supporto molti bambini possono infatti recuperare e raggiungere il livello atteso per la classe.
Se l’alunno continua ad avere delle difficoltà, viene suggerita la necessità di una valutazione per il bambino.
Come si effettua la valutazione?
L’équipe che effettua la valutazione è composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo e un logopedista. Capita che per poter accettare la diagnosi di DSA e la certificazione, la famiglia stessa deve fare un percorso per prendere consapevolezza delle difficoltà del figlio.
È importante spiegare al bambino lo scopo della visita, della valutazione e della successiva possibilità di aiutarlo meglio a scuola e a casa nei compiti. I bambini con DSA solitamente sono molto intelligenti, con capacità cognitive nella norma o superiore alla norma. Il più delle volte si sentono sollevati dalla possibilità di capire meglio da dove deriva tanta fatica.
Il percorso incomincia con un colloquio tra la psicologa e i genitori per la raccolta anamnestica. Successivamente il bambino viene visto per 2/3 volte per la somministrazione del test cognitivo e di prove logico-matematiche.
Successivamente la logopedista propone prove di lettura, scrittura e comprensione per tre incontri.
Al termine di questi incontri psicologa e logopedista confrontano i dati ottenuti, se il bambino risulta deficitario in un’area, viene preso in carico dalla neuropschiatra per una conferma della diagnosi.
La psicologa stila la certificazione clinica e funzionale, incontra i genitori per la restituzione finale e la consegna della relazione. Vengono poi contattate le insegnanti per spiegare la diagnosi ed impostare un confronto durante l’anno scolastico.
Colloqui insegnanti
Nella presa in carico di un bambino per valutazione DSA la psicologa e la logopedista si confrontano con gli insegnati di classe per spiegare la diagnosi ed impostare un confronto durante l’anno scolastico.
Diagnosi di disturbi di apprendimento
Diagnosi di dislessia
La dislessia è un disturbo che riguarda la lettura e che si manifesta con un significativo deficit a carico della componente della fluenza (velocità) della lettura e/o della correttezza. La dislessia si manifesta, quindi, con una lettura lenta ed il soggetto commette diversi errori durante la stessa.
Nella dislessia non c’è una diretta compromissione della comprensione del testo. La difficoltà di comprensione è secondaria e deriva dalle difficoltà implicate nella lettura.
Diagnosi di disortografia
La disortografia è disturbo che riguarda la competenza ortografica e che si manifesta con un significativo deficit a carico delle componenti fonologiche della codifica scritta e/o a carico del recupero delle forme ortografiche delle parole. La scrittura di un soggetto disortografico è, quindi, ricca di errori che possono riguardare, ad esempio, l’omissione di lettere all’interno di una parola, l’inversione di lettere o sillabe all’interno di una parola, la fusione di parole insieme o, viceversa, la separazione illegale di parole che andrebbero scritte attaccate.
Come tutte le difficoltà, anche nel caso di problematiche legate alle competenze ortografiche è fondamentale, in fase di diagnosi, capire se le cadute possono essere imputate ad una condizione primaria (disortografia) o sono di tipo secondario (ovvero difficoltà che sono la conseguenza di cadute legate ad altre aree ma che, a cascata, hanno ricadute anche in questa competenza).
Diagnosi di disgrafia
La disgrafia è un disturbo che si manifesta come difficoltà a riprodurre sia i segni alfabetici che quelli numerici. La disgrafia riguarda esclusivamente il grafismo e non le regole ortografiche o sintattiche, sebbene influisca negativamente su tali acquisizioni a causa della frequente impossibilità di rilettura e di autocorrezione. La scrittura di un soggetto disgrafico risulta poco o per nulla leggibile perfino a sé stesso.
Diagnosi di discalculia
La discalculia è un disturbo che coinvolge la cognizione numerica e comporta difficoltà significative nella gestione della quantità e/o negli aspetti esecutivi. L’alunno può avere difficoltà nell’incolonnamento dei numeri e/o nel richiamo di fatti numerici (tabelline e/o operazioni semplici).
